Vito Spada parla dell’Europa

Vito prof SpadaMartedì 4 Marzo 2014 

Conferenza dibattito sul tema: L’Europa è il nostro futuro

A due mesi dal voto euro­peo, “L’Europa è il no­stro futuro?”. E’ questo l’in­terrogativo al centro di un interessante e seguitissimo con­vegno, svoltosi a Turi presso la Sala Giuseppina che ospita la Cisl, promosso dal locale Centro Studi” Aldo Moro”.

L’Europa è il nostro futuro.

aQuesta, invece, l’inequivocabi­le risposta del prof. Vito Spada, docente di Banca e finanza presso l’Università del Salento, per circa un trentennio impe­gnato in campo finanziario, in Italia e all’ estero, nei paesi sede delle più importanti borse mondiali. Scrittore ed editoria­lista di riviste e quotidiani, ha messo a fuoco le cause che fan­no percepire molto distante dai cittadini la Comunità Europea, a 57 anni dalla sua nascita con i Trattati di Roma del 25 marzo del 1957. Le nazioni parteci­panti all’inizio erano sei, ora sono ventotto, come circa 28 sono i milioni di disoccupati a fronte di poco più di mezzo mi­liardo di abitanti. Oltre a pro­blemi geografici, almeno per noi, in Italia non c’è una classe dirigente degna di questo no­tue, così come manca una cor­retta informazione su costi e benefici della Comunità Euro­pea che, prima ancora che co­munità economica, è una Euro­pa di persone, di popoli. Irriso­ri i costi. Quello pro capite è di soli pochi euro, il bilancio è di 140 miliardi, poco più dell’uno per cento della ricchezza pro­dotta in un anno da tutti i Paesi della Comunità. Più in partico­lare, il 94% viene reinvestito a favore dei cittadini europei, so­prattutto tramite i fondi strut­turali. che finanziano la politica regionale, mentre il restante 6% è il costo amministrativo.

Sala Giuseppina TuriLa crisi mondiale di questi ultimi anni ha acuito i problemi dell’Italia, che non cresce o cre­sce pochissimo a causa della mancanza di investimenti pro­duttivi, dell’aggancio delle grandi aziende alle nuove tec­nologie, della disorganizzazio­ne aziendale, di una politica miope, del grosso macigno del debito pubblico, che si può ri­durre solo producendo una ric­chezza che cresca almeno del tre per cento all’anno. Anche da qui lo squilibrio dei nostri conti che hanno fatto retroc~­dere l’Italia a livello di Slovenia e Croazia. Per una inversione di tendenza sono necessari, in­vece, riforme strutturali e con­grui investimenti in grado di ri­lanciare i consumi e l’occupa­zione. Questo stato di cose ali­menta il malcontento e favori­sce i movimenti populisti che dicono no all’euro e no all’Eu­ropa. Niente di più sbagliato ha ribadito con passione il prof. Vito Spada, il quale ha ammonito che il fallimento dell’Italia trascinerebbe nel baratro tutta l’Europa. Il ritorno alla lira comporterebbe un taglio del valore reale di stipendi e pen­sioni che potrebbe arrivare al 50%, e con !’inflazione a due ci­fre un grosso depauperamento della ricchezza nazionale con conseguenti grossi problemi soprattutto per le classi più di­sagiate. “II problema – ha con­cluso il prof. Spada rifacendosi ad Einaudi – non è tra Indipen­denza e Unione, è fra l’esistere uniti o scomparire”.

bA introdurre il relatore è stato il vice presidente del Cen­tro studi” Aldo Moro”, il dott. Vito Catucci, che ha sintetizza­to le tappe salienti  di questi pri­mi 57 anni di vita della Comu­nità Europea e il ruolo dell’Ita­lia, con particolare riferimento alla nostra politica estera nel quinquennio 1969/74 quando Aldo Moro ha ricoperto l’inca­rico di ministro degli esteri in rappresentanza dei governi Rumor e Colombo.

In apertura, il presidente del Centro Studi” Aldo Mo­ro”, il dott. Vito Nicola De Grisantis ha illustrato lo spiri­to dell’iniziativa finalizzato alla comprensione delle pro­blematiche che aiutano ad es­sere responsabili cittadini eu­ropei, ed il programma del Centro Studi che, tra l’altro, per quest’ anno prevede una visita guidata alle sedi delle istituzioni europee, oltre che al Quirinale, e, a settembre, un importante convegno in occasione del 98esimo anniversa­rio della nascita di Moro. (Fax Turi)

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Vito Spada è un Dirigente di Banca  con più di 28 anni di esperienza nella direzione e management di istituzioni finanziarie ed, in particolare, un esperto di portfolio e risk management per le aziende corporate  e per le banche in Italia e all’estero in sedi come Londra, Singapore, Hong Kong New York , Roma e Milano.

E’ stato “Visiting Professor” all’Università di Bari e  Firenze dove ha insegnato “Corporate Finance”.

Dal 2008 insegna Banking and Finance all’Università del Salento dove ha pubblicato nel 2010 un libro “la crisi difficile” ed. Unisalento  sulla recente crisi finanziaria .

E’ anche editorialista di giornali e riviste italiane, come Mondo economico  Sole 24 ore e Gazzetta del Mezzogiorno su temi di politica monetaria, economia e banche ed attualità.

Recentemente è stato “keynote speaker” alla 4 Finance Malta Conference nel 2011 trattando dei cambiamenti economici e regolamentari dopo la crisi del 2008, e alla Conference on Risk Management della MARM a Malta a Giugno 2012. ( da    www.bridgepugliausa.it) 

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