De Mita per commemorare Moro

da http://www.turinlinea.wordpress.com

manifesto MoroPer ricordare A. Moro, nato a Maglie il 23 Settembre 1916, il Centro Studi “A. Moro” di Turi ha organizzato una cerimonia commemorativa portando una corona alla lapide posta nella piazza a lui dedicata, alla presenza del Sindaco e dell’on. europarlamentare  Ciriaco De Mita, attualmente Sindaco di Nusco (AV); nel palazzo marchesale, subito dopo, si è tenuto un incontro dove l’ospite ha trattenuto i presenti delineando tratti del pensiero e della figura di Moro e cogliendo l’opportunità di effettuare confronti tra la politica di quel tempo con quella presente. Ribadisce “ho la consapevolezza del limite (ha 86 anni ) e la speranza del pensiero, per cui dedico il tempo che mi rimane a raccontare la storia”. Cita spesso De Gasperi e Moro come i due Grandi del pensiero democristiano e della democrazia; di Moro sottolinea la sua gentilezza di modi e la profondità del pensiero, che non tende a trovare la soluzione subito del problema ma ad offrire un orizzonte sempre più largo per trovarla in condivisione. Il tempo di Moro era il tempo dei blocchi contrapposti e lui prospettava le “convergenze parallele”. Moro pensava per il Partito e per il Paese, in prospettiva; Moro era il futuro.

De Mita, pur ottimista, manifesta il timore di una Democrazia alla deriva, per la quale le decisioni non sono più condivise dal popolo ma vengono “estorte” ad esso con i sondaggi. Invita i giovani, rivolgendosi soprattutto agli amministratori presenti, a stare con la gente e ad impegnarsi a studiare come risolvere insieme le loro istanze.

Alla fine indugia su alcune considerazioni di vita vissuta. video clip 

SLIDE FOTOFRAFICA

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riflessioni

lapide posta in piazza Aldo Moro a Turi (BA)“Siamo consapevoli del fatto che il ritmo di vita in questa epoca è estremamente veloce, che profonde trasformazioni sono in corso in Italia e nel mondo, che si fa strada a fatica, ma in modo ormai irresistibile e ponendo il problema urgente di un equilibrio nuovo, l’idea del valore di tutte le persone, del diritto di tutti i popoli, della giustizia sociale nelle nazionali, della eguale dignità delle nazioni, della loro cooperazione sempre più stretta, di una autorità universale, di una pace emergente, sullo sfondo di una inaccettabile guerra distruttiva della civiltà, come un’appassionata richiesta della coscienza morale dell’umanità. Questa società, che noi dobbiamo rettamente amministrare, con fermezza ed insieme con discrezione e rispetto, cambia dunque sotto i nostri occhi e progredisce, nonostante lacerazioni, compromessi, involuzioni, ciniche forme d’indifferenza, mossa da un’alta e nobile ispirazione morale. E’ l’uomo che qui, come in ogni continente, anche il più remoto e diverso, vale sempre di più, chiede di valere sempre di più, non accetta la miseria, l’ignoranza, la sopraffazione”. (Aldo Moro, intervento alla Camera dei Deputati, 3 marzo 1966)

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